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giovedì 23 febbraio 2012

Il Festival delle polemiche

Il festival della canzone italiana, ormai chiamato semplicemente Sanremo, porta sempre con sé polemiche, con cadenza annuale, dalla partecipazione, qualche anno fa, del principe ereditario Emanuele Filiberto assieme a Enzo Ghinazzi , in arte Pupo, al loro alquanto dubbio ripescaggio, che li portò in finale, fino alle vittorie di artisti già vincitori di altri talent. Questo fenomeno si è manifestato per due edizioni consecutive del Festival , facendo presumere una qualche forma di macchinazione studiata a tavolino. Quest’anno non c’è stato nemmeno bisogno che il festival cominciasse per scatenare una bufera di polemiche. Tutto è nato con la creazione di Sanremo Social. Questa innovazione, relativa,  poiché già utilizzata in molte altre competizioni come i talent, permette , accedendo da casa alla relativa pagina Facebook , di votare il proprio preferito fra una lista di aspiranti giovani. I cantautori in erba non devono far altro che mandare un l video in cui cantano un brano inedito da loro scritto: il popolo della rete fa il resto. Pare che, però, nello stilare il casting dei sei che avrebbero partecipato al Festival nella categoria Giovani i responsabili non si siano attenuti poi così tanto al “volere” della rete. A renderlo noto , in modo davvero plateale , è stato il comico e presentatore televisivo Enzo Iacchetti che, tramite Facebook, ha attaccato violentemente, con ingiurie più o meno gravi, colui che si occuperà quest’anno del festival , il cantautore Gianni Morandi, direttamente sulla sua pagina. Quest’ultimo viene infatti accusato di essere un ignorante della musica moderna e di essere uno schiavo delle Major discografiche. La bufera che s’è scatenata sul Web è stata enorme , sulla pagina di Iacchetti si sono riversate centinaia di commenti, alcuni con parole di elogio,e altri che gli davano dell’ipocrita,tesi accreditata dalla presunta partecipazione di Martino Iacchetti, figlio del comico, al mega sondaggio mediatico di Sanremo Social, poi scartato. Fra un po’, però, il festival comincerà davvero , quindi non resta che aspettare l’evolversi o meno della questione. Chissà che non se ne faccia parola durante la trasmissione.
Qui è riportato il post completo di Iacchetti.
“Caro Gianni Morandi, sei proprio un ignorante di musica dei giorni nostri,sei rimasto alla Fisarmonica e adesso sei il capo delle giurie che scelgono i giovani per San Remo. Avete fatto tu e la Rai questa porcata di San Remo Social, per dare una possibilità agli ascoltatori del web (che stanno diventando fondamentali per il futuro della musica) di esprimersi con un voto verso le canzoni preferite. Bene le canzoni più votate dal web non sono state prese. Bella presa per il culo non pensi ? Non credi che facendo così non fai che alimentare il sospetto che sia già tutto stabilito ? Siete schiavi delle majors della discografia. Perché non lo ammetti ? E’ già tutto stabilito e voi prendete per il culo centinaia di ragazzi che scrivono molto meglio della vostra musica da buttare. In migliaia hanno speso soldi per farsi i video clip, per iscriversi alle accademie , arrivi tu e prendi i più scarsi. Morandi, ma vattene a fanculo va. Il tuo ex amico Enzo Iacchetti.”


                                        Andrea Esposito

Cosa resterà di questi anni ‘80?

Ok, non citerò mai più Raf, ma non sapevo come cominciare .

Cosa è rimasto di quegli anni ‘80?
E' rimasto il pop, il rap, la new wave,l'R&B,l'elettronica e, purtroppo, anche la vostra amata musica house (senza offesa.... anzi, sì ,un po' sì).

Potremmo definirlo un decennio fondamentale, è infatti durante quei 10 anni, precisamente nel 1982, che l'album più venduto nella storia della musica, venne pubblicato: "Thriller". Era già il sesto album Di Michael Jackson, ma è grazie ad esso che il Re del Pop è noto come tale.
Ogni Re ha la sua Regina; Veronica Ciccone, nel mondo conosciuta come Madonna, aveva 26 anni, quando nel 1984 la sua "like a virgin " divenne un successo planetario.
Bruce Springsteen, Bon Jovi, Tina Turner, Cyndi Lauper e Whitney Huston non furono soprannominati re e regine di nulla, ma in quegli anni, dal terzo posto in giù, c'erano loro nelle più importanti classifiche di musica pop.
Sulla scena alternativa e meno mainstream (adoro dirlo) nascevano le prime etichette discografiche indipendenti; le band emergenti che firmavano contratti con queste etichette, vendevano i loro album in circuiti non ufficiali e a basso prezzo. I loro album ,quindi, non si trovavano nei negozi di cd, e le loro canzoni non passavano in radio, ma riuscivano comunque a raggiungere un certo successo, nel loro piccolo.
In America, la più grande band alternative rock del momento erano i R.E.M. seguiti dai Pixies e dai Sonic Youth.
In Inghilterra, i membri dei Joy Division, meno il cantante, morto suicida esattamente nel 1980, formarono i New Order che, combinando New Wave ed elettronica, diventarono una delle band alternative più influenti del momento.
Nel 1981 tutti si sintonizzarono su quello che, generalmente, oggi, è canale 8, Mtv, il primo Network in assoluto a trasmettere video musicali, presentati e guidati dai cosiddetti Vjs. Il Mondo della musica cominciò a cambiare, i gruppi adesso puntavano molto sull'immagine; i primi ad aver capito come usare in modo efficace i video musicali, furono i gruppi new wave e progressive rock inglesi, come i Duran Duran o i Dire Straits, ma quando la voce cominciò a spargersi, tutti iniziarono ad aver voglia di provare questo nuovo metodo comunicativo.
"Thriller" non fu solo l'album più venduto di tutti i tempi; il video dell'omonima canzone fu il primo, nella storia, ad avere una trama ed una coreografia, mutando così inesorabilmente il concetto di video musicale.
Bisogna, però, citare almeno altri due gruppi nati negli '80, quelli che seguivano un genere totalmente diverso dai sopracitati, l'Heavy Metal; che ancora oggi vediamo raffigurati sulle magliette nere di molti teenager dagli occhi truccati di nero : Iron Maiden e Motörhead.
Last but not least, nel 1987, a Washington, Kurt Cobain ,Krist Novoselic e unodeitantibatteristi formarono i Nirvana, che più tardi con il loro secondo album, Nevermind, e l'incredibile successo del loro primo singolo, Smells Like Teen Spirit, sia in radio che in tv diventarono la più grande band grunge di tutti i tempi.
Gli Anni '80 si conclusero nel migliore dei modi, e nel peggiore cominciarono i '90.
Nel '94 , quando Kobain venne trovato senza vita nella sua casa a Seattle, alla batteria dei Nirvana c'era Dave Grohl (attuale voce e chitarra dei Foo Fighters) ,che possiamo definire quindi, il loro batterista storico.
Dai sintetizzatori alle trasmissioni televisive musicali, nacque un nuovo modo di scrivere , interpretare e condividere musica, destinato a persistere e a perfezionarsi nel tempo.




Amina Grenci IV D

Madonna... che stile!

Avete presente la Madonna che canta “ get into the groove, boy you've got to prove your love to me, yeah”? Esatto, Madonna dai capelli ricci e cotonati, dalle giacche di pelle, dai guanti a mezze dita bucherellati e dai gioielli di richiamo religioso. E il New Romantic, chi vi ricorda? Proprio lui, David Bowie, con il suo trucco da cadavere fulminato. Lei e Lui influenzarono fortemente la moda degli anni ’80. Certo, chi dice che era una bella moda, è decisamente pazzo. Non donava praticamente a nessuno, neanche alle modelle. Aveva però un gran fascino ed è anche per questo che molti dei suoi caratteri stanno tornando nella moda contemporanea. Basti pensare ai leggings e ai fuseaux, che ora si vedono addosso a chiunque, anche a ragazze che la taglia 40 l'hanno superata alla dolce età di due anni.
E gli scaldamuscoli. Quegli orribili calzini/non calzini che nascondevano la caviglia facendo sembrare smilzo un lottatore di sumo. Ma dovete sapere che non contente le adolescenti dell'epoca li indossavano anche sui jeans. Una tortura per gli occhi!
Gli uomini che, invece, non si lasciavano ammaliare dal new romantic, preferivano le famigerate polo coperte da felpe “best company”, infilate in un 501 Levi’s bello stretto tra le natiche.
Per il ragazzo definito “truzzo”, esistevano le cravatte di pelle con camicie e giacche fluo (giusto un pochino appariscenti), jeans tenuti su da cinture El charro e barchette Timberland (oggi portate con jeans strettissimi e corti, per mostrare la sottilissima caviglia, da ragazzi che hanno dato fuoco alla loro mascolinità).
Le donne semplici si coprivano con camicie XXL e jeans dalla vita altissima oppure con minigonne scozzesi o a balze. Per le serate “chic” indossavano abitini con farpali svolazzanti abbinati a sandali o Superga.
I capelli colorati, di solito di rosso, erano fermati al centro della testa da fermagli enormi, oggi trasformati in enormi fiocchi colorati creati per chiudere le uova di Pasqua.
Insomma, la moda degli anni ’80 era oggettivamente brutta, poco armoniosa e stravagante, ma aveva il fascino che l'ha resa immortale e che le permette di insidiarsi, riadattata, nelle mode successive.



Chiara de Martino

Girl Power

Nessuno può negarlo. Nemmeno voi, maschi, o voi, ascolto-solo-gruppi. Il 2011 ha definitivamente e innegabilmente sancito l’incontrastato potere delle donne in fatto di musica: Adele, Rihanna, Lady Gaga, Beyoncè, Katy Perry, Jessie J, Britney Spears, Florence Welsh (che fa parte di una band, ma in pratica è lei la band), Niky Minaj, Shakira, Pink, e vattelapesca.

Che si tratti di Adele e delle sue struggenti melodie da ‘fazzoletto alla mano’, che ti fanno venire in mente il tuo fantastico fidanzato o che ti ricordano come vorresti prendere a calci il tuo ex; di Rihanna e dei fin troppo criticati pezzi da discoteca, i cui video risplendono per i mille colori neon dalle sfumature caraibiche e per i featuring con i più grandi della musica, che dividono il pubblico come mai prima; che si tratti del vento di novità che spira dall’America, accompagnato da motivetti super orecchiabili e da outfit senza paura a dir poco inusuali e fuori dall’ordinario di Lady Gaga; o di Beyoncè e delle tonalità più alte dell’Everest, che riesce a raggiungere nelle sue canzoni da ormai mamma-ballerina-modella-moglie di uno dei rapper più famosi e ricchi di sempre … classifiche alla mano, il dominio del mercato musicale è in mano alle donne.
Ai primi posti per “canzone dell’anno”, “artista dell’anno”, “album dell’anno”, “nonsocos’altro dell’anno”, tutte le prime posizioni sono occupate da rappresentanti del gentil sesso … segnale di un mondo che cambia e dà finalmente il giusto peso e la legittima importanza al genere femminile? Forse. Sicuramente questo ormai lontano 2011 non ha fatto che decretare il dato che la musica (chi la fa, e non chi l’ascolta) sta cambiando.

Per ora, ergo, la musica è donna.

Cosa aspettarsi musicalmente dunque dal 2012, che fino ad oggi tutto è stato, tranne che prevedibile? Saranno ancora LE cantanti a fare da protagoniste? O qualche new entry sbaraglierà la concorrenza? Ragazzi,fatevi avanti! (ops, forse ho parlato troppo presto … Lil Angel$ e One Direction potrebbero farmi causa!)

Intanto, noi attendiamo l’estate.


Ilaria Coppola III B

domenica 8 gennaio 2012

Gli anni '70

Se hai visto e/o letto Arancia Meccanica, se indossi magliette di Che Guevara, se hai seguito tutta la serie di Happy Days, se almeno una volta hai urlato un’ "Adrianaaaa" alla Sylvester Stallone, se definisci il tuo look "punk" , se hai ballato come Stephanie e Tony ne "La febbre del sabato sera", se la tv che guardi ogni giorni è a colori, se la tua chitarra è una Fender Stratocaster, se hai posseduto uno stereo con impianto Hi-Fi, se guidi una Vespa,se conosci a memoria il testo di "Imagine" di John Lennon, se hai giocato con l'allegro chirurgo o con il cubo di Rubik, sappi che stai tenendo in vita miti nati negli anni '70.
In quegli anni , nei coloratissimi salotti italiani, le radio trasmettevano le ballate di un Claudio Baglioni dalla chioma fluente, successi intramontabili come "il mio canto libero" di Battisti, canzoni dai testi provocatori di Rino Gaetano come la sua celebre " Nuntereggae più" , smielate melodie alla Venditti , Patty Pravo, Fabrizio De Andrè,Renato Zero, Franco Battiato, Giorgio Gaber, Mia Martini, Eugenio Finardi,Cocciante, i Pooh...
E nel resto del mondo?
Negli USA e nel Regno Unito i ragazzi dalle creste colorate e dalle borchie sui jeans ascoltavano il Punk, e tali si definivano. Avevano voglia di urlare che le città in cui vivevano e il sistema che le governava stava loro stretto, e così avevano bisogno di liberarsene; I Sex Pistols, con la loro violenza verbale e musicale, diventarono uno dei maggiori simboli del Punk, immediatamente seguiti dai Ramones e dai Clash.
In ambienti decisamente più tranquilli, si ascoltava uno degli album migliori di sempre :The Dark Side Of The Moon dei Pink Floyd uscì nel 1973 .
All'inizio del decennio I Beatles avevano già cominciato carriere da solisti, ma non si poteva mollare tutto senza un ultimo capitolo. A distanza di un solo anno dal loro ultimo successo "Abbey Road" chiusero la loro carriera in bellezza con "Let It Be",che fu ufficialmente il loro ultimo album.
Ma, ahimè, non a tutti interessava la musica  "colta", quella che si ascolta seduti su una poltrona o stesi sul letto , quella che fa riflettere, quella che insegna, che fa crescere.
Molti preferivano lasciarsi questioni sociali e filosofiche alle spalle , la loro massima preoccupazione era quella di riuscire ad avere la chioma più cotonata possibile , per poterla poi sfoggiare nelle discoteche, dove in quegli anni impazzava appunto la disco-music.
Gli ABBA con "Mamma Mia" fecero ballare milioni di giovani in tutto il mondo, e si contesero la scena con i Bee Gees ( Chi sono i Bee Gees? "Stayin' Alive" dice niente?), i testi erano banali, ma in fondo a chi interessava? L'importante era ballare, era scuotere quelle chiome, muovere quei bacini che reggevano quegli (orrendi n.d.r.) jeans a zampa di elefante.
In quegli anni ,quindi,ci furono svariate scelte musicali seguite da svariati gruppi sociali... e voi, se foste nati in quegli anni, sareste andati in giro a spaccare tutto, sareste rimasti in solitudine nella vostra cameretta a riflettere, o sareste  andati in discoteca con quegli (orrendi n.d.r.) jeans a zampa di elefante?

                                                                                                                         

   Amina Grenci IVD

Flower Power

Allucinati dalle droghe sintetiche in voga, eccoci negli anni '70 a combattere contro la guerra e a distribuire fiori ai poliziotti durante le manifestazioni.
La corrente hippy nasce come rifiuto del mondo borghese e adulto e si trasferisce, in primo luogo, nella moda, nella scelta di camicie arabe e tessuti indiani, di oggetti di un mondo poveri, di gonne larghissime e fatte in casa, accompagnate da capelli lunghissimi alludenti alle capigliature degli Indios e in netto contrasto con i padri, vestiti di grigio e ben rasati.
“Mettete dei fiori nei vostri cannoni” era uno degli slogan hippy e loro cosa pensarono di fare? Di ricoprirsi da capo a piede di fantasie floreali unite a motivi psichedelici. I colori forti come fucsia, verde acido, giallo limone, i fiori enormi o piccolissimi, le linee intrecciate, i cerchi. Questi disegni astratti, colorati e improbabili furono frutto di allucinogeni e di culture orientali, in particolare quella indiana.
Il guardaroba hippy è vario e tutto ispirato da un rifiuto del modello consumistico occidentale. Di seconda mano, comprato nei negozi dell'usato o confezionato in casa con ciò che si aveva. Pantaloni a zampa d'elefante, strettissimi in vita, tanto da impedire quasi il normale funzionamento della vescica, fino al ginocchio da dove poi si aprivano scampanati fino ai piedi, patchwork o jeans, a righe, giacche alla nehru e alla mao, pantaloni e gilet di pelle. Le donne indossavano anche sari e sarong indonesiani, abiti contadini, folk, gonne a strati e salopettes. Ai piedi sandali greci, zoccoli o stivali con la zip. Si indossavano gioielli d'argento indiani, anelli alle dita dei piedi, bracciali alle caviglie, bandane colorate, simboli yin e yang e penne.
Gli hippy erano contro la moda. Rifiutavano il potere di singoli individui di stabilire come gli altri dovevano vestirsi, e rifiutavano di adattarsi a uno standard. Ma la ricerca di autenticità che li porta a creare il proprio stile in modo individuale, rifiutando le leggi della moda, si diffonde nelle proposte degli stilisti. L'industria della moda era vista come una macchina di persuasione che costringeva a rincorrere l'ultima moda e, oggi più che mai, chi potrebbe dare loro torto?



Chiara de Martino IV D    

SAYOOPS

Riparte SAYOOPS, manifesto culturale sorrentino.
Dall'idea di cinque giovani ragazzi della penisola Sorrentina nasceva un anno fa il Progetto "Say Oops". Il Nome, tradotto dall' inglese significa letteralmente "Dici Oops", ovvero : Meravigliati, Stupisciti! La volontà è quella di educare e risvegliare gli animi delle nuove generazioni al culto del Bello e dell' Arte.
Il Gruppo Say Oops si propone di organizzare eventi culturali che spaziano dall' arte Fotografica a quella Pittorica, passando per la Musica,la Poesia e la Scultura.
"Vogliamo invogliare i nostri Coetanei e le Generazioni Future ad una Vita di partecipazione Attiva, di Interessi e Curiosità".
Dopo un breve periodo di stop è tornato online il sito con una nuova veste grafica, nuove sezioni e nuovi collaboratori.
Le sezioni saranno 6:
-Bean Soup.
Letteralmente “zuppa di fagioli”, espressione di opinioni e cultura generale.
-Photobuster
Rubrica sulla fotografia e sul linguaggio visivo.
-Focking’ Music
Rubrica sul mondo musicale.
-Sayoops meets Talents
Interviste a giovani talenti che si esprimono nel campo culturale.
-Paul Newman’s Eyes
Rubrica sul mondo del cinema e del teatro.
-5 Minutes
5 minuti della giornata del lettore, notizie flash, curiosità, video, tutto in 5 minuti.

Speriamo in una rivoluzione (Culturale) !!

www.sayoops.it


Natale De Gregorio (ex alunno Salvemini)

Cerimonials

Sbuca dal nulla, dopo due anni di silenzio, il secondo capitolo della luminosissima carriera della venticinquenne rossa fuoco, Florence. Registrato nel leggendario Studio 3 di Abbey Road, sotto la regia del produttore Paul Epworth, Ceremonials riporta sulle scene della musica inglese e internazionale la cantante indie, accompagnata dall’ensamble The Machine, lo stesso dell’album di debutto Lungs. Rispetto a quest’ultimo,  Ceremonials è un disco più maturo, dalle atmosfere dark, con un’impronta soul. I temi sono gli stessi: amore e morte. La cantante in persona ha detto quanto siano stati i funerali, le chiese e le apparizioni di fantasmi in sogno ad ispirarla. Il suo è, infatti,  un CD riflessivo dove si succedono storie condite di profondità dalla voce della cantante. E’ composto da 12 canzoni, tra le quali spiccano le prime due lanciate Shake it out e No light No light, si susseguono come cerimoniali dell’artista e si intensificano fino ad esplodere drammaticamente verso la fine. Sono capaci di trasportare in un viaggio con la perfetta armonia di arpa, chitarra, basso, batteria e cori gospel. Un gran bel disco insomma, capace di attrarre chi lo ascolta in un dipinto pieno di tinte emozionali. Quindi cosa aspettate? Stendetevi su un prato verde, con le cuffie nelle orecchie e godetevi la rossa fuoco!

                                                                                                           

  Lia Apreda IV L/A

mercoledì 4 gennaio 2012

Anatomia di un incazzato



Io sono il frutto di quello che mi è stato fatto.


I primi sono tanti, tantissimi. Si dividono in gruppi anche di  duecentomila. Vengono da ogni parte d’Italia, cantano, portano striscioni e ideali, protestano. Sono gli “Indignados”.
I secondi sono una piccola legione, tremila per i palazzi di potere. Sono armati e vestiti di nero, sguardi tesi dietro i passamontagna e i caschi. Sono capaci di dare scacco matto ai circa  diecimila agenti di polizia, ingaggiati per evitare l’evitabile, che invece è accaduto: la guerriglia. Sono i Black Block.
Sono le due facce dell’Italia incazzata: simili e opposte allo stesso tempo. Sono tutti ragazzi che non vedono un futuro certo, ma protestano ognuno a modo proprio.
Ma se riflettiamo su questi versi, scopriamo che entrambe sono inutili:

“Contestazioni negli atenei,
cortei, No-Qualcosa Day,
ma il Re si gratta gli zebedei,
più di Tom Hanks in Cast Away.”
[CapaRezza – La Ghigliottina]

Veri più che mai, non trovate? Ammettiamolo: nonostante le proteste di piazza, nonostante Roma sia stata messa a ferro e fuoco, nonostante la marea di Indignados, la situazione non cambia. Il Re (può essere chiunque, la Casta, il Premier, la destra, la sinistra, Tizio, Caio, chi volete voi) se ne frega!
Possiamo incatenarci ai cancelli e fare lo sciopero della fame, se non facciamo attenzione ci daranno ogni tanto una mano di antiruggine e via, chissenefrega del popolo!
 

“Non vi sono certezze, solo opportunità” :così diceva il protagonista di un film fantastico, V per Vendetta.
E forse, l’opportunità noi l’abbiamo. Guardiamoci attorno. La primavera araba, la crisi mondiale, gli occupanti di Wall Street. Tutto, TUTTO nel mondo sembra stia cambiando.
C’è una presa di coscienza generale, che dà buoni frutti. Ma in questo l’Italia è sterile.
Allora la domanda sorge spontanea: cosa serve ancora? Cosa ci manca? Da quanto sento su social networks, blogs e nei più classici caffè, gli Italiani che non ce la fanno più sono tantissimi. Siamo un esercito, a quanto pare. E allora? Non basta questo? Evidentemente no.
Forse sogniamo un 5 novembre tutto nostro. Una Congiura delle Polveri. Il giorno in cui anche quell’altra (ahimè) buona parte degli Italiani si sveglierà dal coma farmacologico impostogli dal Re. Allora, forse, potremo distruggere questo Ancien Régime e sognare una primavera nel giardino di casa.
Ma fino ad allora, non possiamo far altro che far sentire la nostra voce.
Almeno, non faremo dormire bene il Re.


“La domenica delle salme

gli addetti alla nostalgia

accompagnarono tra i flauti

il cadavere di Utopia
la domenica delle salme
fu una domenica come tante
il giorno dopo c’erano i segni
di una pace terrificante
mentre il cuore d’Italia
da Palermo ad Aosta
si gonfiava in un coro
di assordante protesta”

[Fabrizio De André – La domenica delle salme]




Sergio Galano IIIA

mercoledì 14 dicembre 2011

Gli anni '60

Gli anni dell'esagerazione, della psichedelia , delle droghe sintetiche, dei cambiamenti, delle mode, delle rivoluzioni, della radio, degli slogan , degli schieramenti, delle rivolte, della pace e dell'amore, della televisione, dei colori, delle cosce scoperte,dei blue jeans, del pop, dei capelloni, dei media, della beat generation, della dolce vita, e del rock, del vero rock.

L'ondata della musica surf, cavalcata in pieno da Elvis, era ormai apprezzata solo da irriducibili fans; il pubblico era alla ricerca continua di nuove tendenze.

In Gran Bretagna, nel decennio precedente, spuntarono ovunque i Blues Clubs.

Il blues , per la verità, era nato negli Stati Uniti, ma i veri innovatori che lo plasmarono , enfatizzando i ritornelli , velocizzando le chitarre ritmiche,aggiungendo armonie vocali e inventando così il British Blues, erano inglesi. Il sound aveva qualcosa di "già sentito", ma la potenza con la quale veniva suonato era qualcosa di mai sentito prima.

Cinque ragazzi scapestrati della capitale britannica si appropriarono di quel blues, e lo suonarono come nessuno aveva mai fatto ,e come nessuno sarebbe più riuscito a fare: erano i Rolling Stones, e dalle loro ceneri nacquero gruppi blues di fama mondiale come i Cream e i Led Zeppelin, che rivoluzionarono di nuovo il rock.

Mentre nei selvaggi club del circuito underground di Londra gruppi blues-rock continuavano a radunare teppisti urbani, desiderosi di un po' di sano "rumore", a Liverpool, quattro ragazzi dalle facce pulite e sorridenti , in giacca e cravatta, stavano creando una miscela esplosiva, che avrebbe a fatto saltare in aria il momento di grazia della musica blues .

I Beatles capirono come convertire quella musica in una vera e propria attrazione di massa, e fare del rock un business, riuscendo a diventare così, probabilmente, la più grande band di tutti i tempi. Sul loro conto sarebbe inutile e superfluo aggiungere altro.

Iniziò così una vera e propria competizione tra USA e UK. Gli stati Uniti lanciavano i Doors, Jimi Hendrix, Janis Joplin e Bob Dylan, e la Gran Bretagna rispondeva con Pink Floyd, King Crimson e The Who (..)

Gli anni che tutti desiderano e continueranno a desiderare, gli anni che mancano a tutti , anche a chi non li ha vissuti.

Gli anni del rock, del vero rock, che è ,e continuerà ad essere per sempre, il padre di tutti i generi musicali successivi.


Peace & Love ( and Rock 'n' Roll) 
Amina Grenci

Beatlemania

Se davvero avete voglia di leggere questo articolo, magari vorrete anche sapere come va il mondo della moda contemporanea e quali sono le nuove tendenze, quali colori bisogna indossare. Ma io non ho nessuna voglia di mettermi a raccontare delle collezioni del prossimo anno. Cercherò, invece, di catapultarvi indietro nel tempo, partendo dagli anni '60. Ebbene sì, perché dovete sapere che gli anni Sessanta sono caratterizzati da una pazzia generale e da un radicale cambiamento anche nel campo della moda. Tutto comincia il 13 ottobre del 1963 quando, al Sunday Night at the London Palladium, nasce la BEATLEMANIA. Con l'avvento del Rock'n'Roll e con le prime esibizioni di Elvis, i teenager cominciarono a far sentire le proprie urla. L'accanimento dei media nei confronti dei Beatles fece letteralmente impazzire le folle. Tra urla, svenimenti, crisi isteriche e atteggiamenti morbosi il mondo occidentale venne tappezzato da loro sosia. I ragazzi cominciarono a tagliarsi i capelli allo stesso modo, tipo funghetto col frangettone. Non ci furono cambiamenti stratosferici nella moda maschile, ma le giacche senza collo e gli stivaletti squadrati divennero il marchio di fabbrica della mania. I giovani riempirono gli armadi di abiti casual come t-shirt colorate, inusuali all'epoca, e quindi poco costosi ed accessibili a tutti. La moda femminile, invece, presenta importanti cambiamenti. Da abiti eleganti, poco pratici e talvolta scomodi si passa ad un abbigliamento addirittura unisex. E per le occasioni importanti? La minigonna, ovviamente! Ed ecco che la donna mostra, per la gioia di tutti gli uomini, le cosce. E cosa mettere sotto le minigonne? Calze e reggicalze sarebbero eccessivi anche adesso. Ecco quindi che nascono i collant. La moda degli anni Sessanta fu estremamente colorita e allegra, ma la ciliegina sulla torta furono i cosmetici. Le case cosmetiche esaltarono l'eccentricità e il mutamento sociale con bocche chiarissime e occhi coloratissimi e bizzarri, ornati da lunghissime ciglia finte. Purtroppo, o per fortuna, la Beatlemania non arriva ai giorni nostri. L'infatuazione per i Beatles cominciò a svanire dal '66, per dare spazio ad un altro tipo di movimento...del “fate l'amore, non fate la guerra” e del “peace and love”.



Chiara De Martino

I'm with you

Indefinibili , ecco cosa mi viene in mente pensando ai Red Hot chili Peppers.Il gruppo californiano è riuscito ad avere (nell’ultimo decennio soprattutto) caratteristiche che lo rendono unico, con uno stile che è stato sempre in evoluzione, spaziando fra molti generi , quali il rock , rap , fusion e funky. Partendo da questi presupposti, parlare di un loro album , del loro ultimo album in particolare non è mai facile. Occorre prima di tutto fare un passo indietro. E’ il dicembre del 2009 quando i RHCP , mentre si crogiolavano nel successo del loro ultimo album “Stadium Arcadium “, subiscono una grave menomazione: il chitarrista John Frusciante lascia il gruppo per dedicarsi a progetti solisti. Il chitarrista abbandona il gruppo per la seconda volta con sofferenza dei fan e , sicuramente, anche degli altri membri del gruppo. Circa un mese dopo, viene annunciato che la band ha trovato un nuovo chitarrista, il giovanissimo e sconosciuto Josh Klinghoffer, amico e socio del “compianto” Frusciante. Il gruppo si è preso poi un lungo periodo di pausa, riprendendo “l’attività” a settembre con le registrazioni in studio del nuovo album, il quale sarebbe stato poi pubblicato il 30 Settembre dell’anno dopo. E’ stato ovviamente attesissimo dai fan i quali si sono dannati per quasi un anno, domandandosi se Josh sarebbe stato all’altezza di Frusciante. Finora, infatti, Josh si era sempre cimentato in un genere molto diverso da quello dei Red Hot, e anche molti critici si erano dimostrati scettici al suo ingresso nella band, soprattutto per il peso comportato dal doversi riallacciare ad una eredità corposa come era quella di Frusciante. Il primo singolo estratto dall’album e pubblicato il 26 Agosto è “The Adventure of Rain Dance Maggie”, un pezzo che, in un certo senso, poteva sviare da quello che sarebbe stato il prodotto finale. Il chitarrista si cimenta in linee di chitarra che richiamano uno stile psichedelico, associato ad una linea di basso tipica del bassista Micheal “Flea” Balzary. La canzone si presenta orecchiabile e piacevolissima, nonostante faccia nascere il dubbio su un “cambio di stile” da parte del gruppo, anche se da sempre molto vario, di Los Angeles. Per il resto, l’album si presenta abbastanza eterogeneo con pezzi destramente ritmici come Did I let you know o calmi e trascinanti come la tristissima Meet me at the corner. Menzione speciale per Factory of Faith, dalla trascinante linea di basso e a Goodbye Hooray, dove il basso si cimenta anche in uno sfrenato assolo. L’influsso del nuovo chitarrista è evidente però in alcuni pezzi come Happiness loves company, dove è presente anche una tastiera ad accompagnare tutto. Affascinante Brendan Death Song dal bellissimo testo, che raggiunge la massima espressione nel ritornello. Questi presentano in quasi tutte le canzoni una struttura molto simile, denotando una certa mancanza di fantasia. Il prodotto finale è sicuramente buono, evidenzia una certa originalità, anche se rimane sempre nello stile particolarissimo, forse solo con qualche sensibile cambiamento, che era stato sviluppato da alcuni anni. Resta da domandarsi se al prossimo lavoro si riuscirà a mantenere una qualità così alta, e se Josh rimarrà originale e creativo come è stato in questo lavoro.


Andrea Esposito

giovedì 1 dicembre 2011

Stereomood

"Dietro ogni canzone c'è sempre un'emozione. Non sappiamo perché, ma forse, è per questo che amiamo la musica"
Come mi sento? Cosa sto facendo ora?
E' così che si presenta Stereomood.com , una web radio del tutto innovativa che sta avendo tantissimo successo tra gli appassionati di musica e di internet.
L'obbiettivo è quello di regalare ai vostri stati d'animo , o alle situazioni in cui vi trovate, la perfetta colonna sonora;
Tutto ciò che dovrete fare sarà selezionare una delle tante opzioni a vostra disposizione sulla home, premere play, e al resto ci pensa stereomood …
Con le sue migliaia di canzoni in archivio, stereomood diventa anche una grande opportunità per scoprire e conoscere tanta nuova musica di ogni genere e nazionalità.
Voi come vi sentite oggi?  Cosa state facendo?
Se avessi creato io Stereomood, il risultato sarebbe stato questo  (più o meno):



Svegliarsi con il piede giusto:
Sugar Town - Zooey Deschanel
Mushaboom - Feist
A Message to you, Rudy - The Specials
What Katie Did  - The Libertines
Coffee And Tv - Blur
Ooh La  - The Kooks
Meeting Place - The Last Shadow Puppets
Quelqu'un M'a Dit - Carla Bruni
Free Falling - John Mayer
Sunday Morning - The Velvet Underground
Dog Days Are Over - Florence + The Machine
Congratulations - MGMT

Pausa Studio:
Shoot The Runner - Kasabian
Fans - Kings Of Leon
Someday - The Strokes
Something Good Can Work - Two Door Cinema Club
Walk Away - Franz Ferdinand
If you Wanna - Vaccines
Let's Dance To Joy Division - The Wombats
Dreaming Of Another World - Mystery Jets
I Want To Hear What You've Got To Say - The Subways
Adam's Song - Blink 182



Scegliendo Cosa indossare:
Ride - The Vines
Henrietta - The Fratellis
Lisztomania - Phoenix
Toop Toop - Cassius
New Shoes - Paolo Nutini
Reptilia- The Strokes
Feel Good Inc. - Gorillaz
Fat Lip - Sum 41
Fast Fuse - Kasabian
Tokyo (vampires & wolves) - The Wombats
A Punk- Vampire Weekend

Sbam ! Sbam ! Sbam ! Sbam ! :
The Monkeys are Coming - Does it offend you, yeah?
Atlantis To interzone - Klaxons
Hummer - Foals
Echoes - The Rapture
Invaders Must die - The Prodigy
Cousins - Vampire Weekend
Vlad The Impaler - Kasabian
Phantom Pt. I- II - Justice
Warp - The Bloody Beetroots ft. Steve Aoki

Se devo uccidermi almeno lo faccio per bene:
Knocked Up- Kings Of Leon                                
Delicate - Damien Rice                                        
What if - Coldplay                                                
Stars - The xx                                                       
Please , Please , Please, Let Me Get What I Want - The Smiths
Hallelujah ( original studio version) - Jeff Buckley 
Perfect Day - Verdena
Autumn - Paolo Nutini
Hero - Regina Spektor
Le moulin - Yann Tiersen
Baby- Justin Bieber                 Tranquilli, scherzavo

Amina Grenci IVD


Live Music Summer

Che dire, l’estate è cominciata e finita a ritmo di musica.
Da “School’s out” di Alice Cooper a “Wake me up when September ends” dei Green Day, dall’11 Giugno al 14 Settembre, la musica,live e non, ha movimentato le
nostre giornate.
Danza Kuduro è stata ufficialmente il tormentone da discoteca di quest’
anno, seguita a ruota da “Il più grande spettacolo dopo il Big Bang”, successo di Lorenzo Jovanotti Cherubini.
Per non parlare dei concerti, come i BIG 4 il 6 luglio a Milano (Megadeth, Anthrax, Metallica e Slayer; beato chi ci è andato),  la Reunion dei System of a Down, sempre a Milano il 2 Giugno (unica data italiana) o il Tour Eretico di
CapaRezza, passato anche  per
Napoli.
Senza dimenticare il Chocabeck Tour di Zucchero o Campovolo 2.0 di Ligabue.
Ma se guardiamo nel giardino di casa, anche qui le serate non sono mancate. Partendo dai ritmi swing & ska dei “Mr. Dry and The Cleaners”, capitanati da Gianluca Terlizzi, passando per i “Bluesbeaters” di Giuliano Palma. Piccole rivelazioni sono anche le band dal sound più tosto (rock-metal) formate da adolescenti, come i “MEFAS” e i “Ligeia”. Da sottolineare in quest’ultima band la presenza di due studenti del Salvemini, cioè Andrea Esposito al basso e Nadia Maresca come voce.
Per quanto riguarda il Liceo, ricordiamo l’ultima (per ora) esibizione dei “Characters”, band indie rock formata da Gabriele Guida, Ciro Apicella, Marcello Casa e Jacopo Maresca, scioltasi affinché i componenti potessero proseguire la carriera universitaria.
Da lodare l’iniziativa del “Lady’s Bar” di Massa Lubrense, che in poco più di un mese ha ospitato e promosso tante serate, ravvivando il cimitero degli elefanti della piazzadi Massa.
Insomma, nelle vene della Penisola e non solo quest’estate è scorsa tanta musica, e (si spera) si continuerà con questo ritmo.
Stay tuned.

Sergio Galano III A