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giovedì 23 febbraio 2012

Dov'è finito il romanticismo?

Esiste ancora il romanticismo nella società dei mezzi di comunicazione di massa?

Tra un po’, per essere precisi, il 14 Febbraio, è san Valentino… la festa degli innamorati!
La festività prende il nome dal santo cristiano San Valentino , e venne istituita nel 496 da Papa Gelasio I. La pratica moderna di celebrazione della festa, centrata sullo scambio di messaggi d'amore e regali fra innamorati, risale probabilmente al circolo di Geoffrey Chaucer,  in cui prese forma la tradizione dell'amor cortese.
Soprattutto nei paesi di cultura anglosassone e, per imitazione, anche altrove, il tratto più caratteristico della festa di San Valentino è lo scambio di “valentine”, bigliettini d'amore spesso sagomati nella forma di cuori stilizzati o secondo altri temi tipici della rappresentazione popolare dell'amore romantico (la colomba, l'immagine di Cupido con arco e frecce, e così via). A partire dal XIX secolo, questa tradizione ha alimentato la produzione industriale e la commercializzazione su vasta scala di biglietti d'auguri dedicati a questa ricorrenza. Così come accade anche per altre feste, il mercato ci propina tutta una serie di gadget, con prezzi per tutte le tasche; inutile impegnare la nostra creatività a confezionare qualcosa per l’amata/o, qualcuno ci ha pensato al posto nostro.
Dov’è finito il romanticismo?
E’ ormai raro vedere un ragazzo dal fioraio comprare i fiori per la propria amata, tanto sono soldi buttati, i fiori appassiscono …
E’ ormai raro vedere ragazzi regalare foto, certo, anche quelle sbiadiscono, ma durano nel tempo.
Dai, ragazzi, non prendiamoci in giro! La realtà è che a noi questa “tecnologia” ci sta aiutando a deviare la nostra idea di amore. Ma il cosiddetto amore, in effetti, sappiamo cosa sia? Ci siamo mai domandati come i nostri nonni riuscissero a convivere e a stare insieme così tanto e così intensamente?
La colpa non è quindi né dei fiori né delle foto né di altro, la colpa è nostra, della nostra nuova ed erronea visione dell’amore. Ci siamo dimenticanti che esistono ancora i piccoli gesti, e sono quelli che possono davvero rendere felice la tua metà.
Come pretendiamo che la nostra relazione sia reale, se non esprimiamo quel che siamo veramente?
Ormai, non esiste più la “courtship”, ormai le nostre relazioni, i nostri amori, li viviamo tramite internet, Facebook, sms. Ma in questo modo si causa il logoramento di una relazione, perché viene a mancare il contatto fisico, il confronto diretto, che aiutano a conoscere i pregi e i difetti del compagno ed accettarli in pieno.
Certo, una relazione tramite i nuovi mezzi di comunicazione di massa è più facile: non c’è bisogno di confrontarsi di persona ogni giorno con la propria metà, si possono nascondere più facilmente i nostri sentimenti... Ma questo è controproducente!
Quindi, l’Amore è scomparso?
No, non è scomparso, ha solo cambiato modo di porsi, lo ritroviamo nelle strofe di qualche canzone, nei 160 caratteri di un sms, nella velocità di un’e-mail.
No, l'amore non è scomparso, perché l'uomo non può stare solo, non può bastare a se stesso, ha bisogno di sentirla, la vita.


Ieri come oggi, l’amore ci provoca, ci fa mettere in gioco anche la parte di noi stessi che vorremmo tenere nascosta. Ci rende fragili, ma, allo stesso tempo, entusiasti.
Vorrei concludere questa riflessione con un pensiero di Franz Kafka: “Amore è tutto ciò che aumenta, allarga, arricchisce la nostra vita verso tutte le altezze e tutte le profondità. L’amore non è un problema, come non lo è un veicolo; problematici sono soltanto il conducente, i viaggiatori, la strada.”

                                                                                                                                                               
Marco De Luca

Leggi quest'articolo... FALLO!

All'alba era un dio, a cui si dedicavano riti e preghiere. Per secoli è stato strumento di potere, tabù, mistero … Parliamone.
Il pene (dal latino "penis",cosa), termine che vanta più di 1000 sinonimi (circa 50 in più della vagina) è sempre stato un simbolo di potere. Per i Babilonesi, il dio Enki aveva dato vita al Tigri e all'Eufrate con il suo pene; nella biblica Canaan, i sovrani saliti al potere mangiavano il membro del loro predecessore, per acquisirne lo forza. Il fallo era il perno della società; gli antichi israeliti, per esempio, recitavano i giuramenti con la mano posta sui testicoli (da qui il termine testicoli che significa "piccoli  testimoni").
Nell'antichità  il fallocentrismo giunse alla "massima erezione": il pene era al centro dell'umanità, sia nel campo militare, settore nel quale le "dimensioni" contavano più della bravura e agevolavano la carriera, sia sul piano religioso. I greci celebravano le falloforie, processioni in cui recavano statue di enormi falli, per propiziare un buon raccolto. I culti fallici sono sopravvissuti fino ad oggi, come nella sagra dei ceri di Gubbio, e nella Chiwawa Matsuri,  festa del pene giapponese, che ricorre ogni anno il 15 marzo.
A partire dal medioevo questo potere superiore conferito al pene iniziò ad essere osteggiato  dalla Chiesa, che affermava la superiorità di Dio sull'uomo. E così, con il Cristianesimo, il fallo da "Dio" divenne demonio. Il nostro Sant'Agostino - che noi del triennio DOVREMMO ben conoscere - affermava che nessun organo era più corrotto del pene. A cavallo dell'onda della Controriforma, nel post Rinascimento, Papa Paolo IV fece coprire gli attributi maschili degli affreschi di Michelangelo nella Capella Sistina, "castrando" questa prodigiosa opera d'arte. La castrazione veniva spesso utilizzata dalla Chiesa sui fanciulli, per fa sì che avessero voci "bianche" ed anche per "purificarli. Nell'età moderna, il fallocentrismo è ancora visto come fonte di peccato: nel XIX secolo si diffusero congegni come l'allarme di Minìere, formato da un filo metallico elettrificato avvolto intorno al membro che scattava in caso di erezione.
Nel 1965, lo psichiatra Kurt Freund inventò una sorta di macchina della verità, volta a rilevare erezioni innescate da immagini erotiche al fine di scoprire "devianze" come la pedofilia e l'omosessualità, affermando con fierezza che "il pene non mente". Nello stesso periodo, Freud riconfermò il ruolo del pene come simbolo di potere. Secondo Freud, la personalità del maschio si evolve, ma la sua identità continua a ruotare intorno alla virilità. La rivoluzione sessuale degli anni '60 segnò la fine del fallocentrismo. Iniziava la crisi del maschio: il pene perdeva la sua importanza anche nel propiziare la fertilità, mentre la vagine acquisiva il potere di dare la vita.

Noi crediamo che questo argomento non debba essere considerato un tabù e che se ne possa parlare liberamente, senza ricorrere a raffigurazione artistiche del momento,talvolta, di cattivo gusto o celandosi dietro discutibili "pratiche ludiche". Questo tabù  è proprio creato, a nostro avviso, dall'erronea visione della sessualità tramandataci dall’ etica della Chiesa Cattolica. Rifiutare la "genitalità", rinunciare all'infantile esorcizzazione della sessualità, attraverso un frequente uso del turpiloquio o un ancor più diffuso abuso di immagini falliche, potrebbe e dovrebbe riavvicinarci alla naturalità del nostro essere giovani uomini e donne, capaci di avvicinarci con serenità ed equilibro a una percezione completa e seriamente "disinibita" dell'intero "sé corporeo".
                                                                               

Marco De Luca e Gaetano Guadagnuolo IVC

domenica 8 gennaio 2012

Quest'articolo (non) è SECCO!


La storia di una lingua è anche storia del "gergo" che, adoperato nella quotidianità, penetra lentamente nel linguaggio scritto fino ad estendersi ai generi letterari. La nostra lingua (l'ITALIANO per chi,ancora, non la conosca), a differenza del latino, che è una lingua "morta", è in continua evoluzione e presenta ogni giorno nuovi modi di dire.
Il linguaggio gergale esiste per due motivi: il primo è quello di sottolineare la propria appartenenza a un "gruppo", il secondo è di rintracciare modi di dire tali da non essere compresi da chi è estraneo al "gruppo"stesso.
L' "argot" abbraccia tantissime varietà: da quella dei "militari" a quella dei politici, dei malavitosi, ma soprattutto dei giovani.
I "modi di dire" dei giovani sono, forse, quelli meno noti agli adulti, ma sono anche quelli in continua e costante evoluzione.
"Errando" per i corridoi  del nostro liceo è impossibile non udire termini o espressioni come "PARIATA BRUTTA", "GAS", "SONO AFFONDATO", "CHE SECCHEZZA", "STRIPPARE", "SCLERARE","È NA FEST" e quant'altro!

Ma cosa si cela dietro queste "criptiche" espressioni?

·        "Pariata brutta": l'espressione è utilizzata per indicare il "fortunato" esito di una situazione molto scomoda come un'interrogazione che si è riusciti ad a evitare. Es. "Wa, l'altra volta me la sono pariata proprio brutta di filosofia!!!".
·        "Gas": è una specie di suffisso che si pone a fine frase, per tradurre un senso di approvazione o di stupore per una situazione accaduta di recente. Es. "Domani si entra alla seconda ora, gasss!"
·        "Sono affondato/mi sono imbarcato": è una delle espressioni più ricorrenti nei nostri corridoi, dal momento che indica il cattivo esito di qualcosa, soprattutto un'interrogazione o un compito! Es. "Sono affondato proprio di chimica, mi è arrivata l'e-mail con i voti, ho preso quattro!". "Domani sono sicuro che ci imbarchiamo tutti di mate, se interroga!".
·        "Strippare": ehm..strippare..beh, vuol dire..ehm..come posso dire..ecco..vuol dire vomitare perché si sta male con lo stomaco! Es. "Wa, quel Visco è proprio uno strippone!".
·        "Sclerare": è  un infinito presente di prima coniugazione, utilizzato in situazioni molto dilettevoli in cui ci si può trovare, di solito, in compagnia o anche per esprimere meraviglia riguardo qualcosa. Es. "Che sclero questo nuovo gioco sul tuo Galaxy S, fammelo provare!!".
·        " È na fest": espressione usata esclusivamente quando a scuola mancano professori e/o si esce prima senza preavviso. Es. "Ragazzi, oggi uscite un'ora prima e alla terza fate sostituzione, quindi fate "i bravi", che mancano la prof. di mate e quella di inglese." "Wa, sta scol è prop nà fest!".
·        "Pariare": è una espressione gergale usata particolarmente in provincia di Napoli come sinonimo del verbo "divertirsi". Il verbo non esiste nella lingua italiana, ma viene molto usato dai giovani per esprimere un divertimento "fine a se stesso", non erudito, "leggero". Secondo Wikipedia, "pariare" è un recente neologismo campano (negli anni '80 non esisteva) con significati differenti: "Pariare"-"divertirsi", "Pariare addosso../pariare su.." - "prendere in giro", "pariare con"- spesso usato nel senso di "baciare". In realtà, il termine pariare nella lingua napoletana significa “digerire”.
Dulcis in fundo,  "CHE SECCHEZZA":  termine molto in voga ormai al nostro liceo. È stato coniato da Mauro di Maio nel corso di una lunga, profonda e  mistica riflessione filosofica ad Ascea. Non si conoscono gli "oscuri" motivi che lo hanno portato a pronunciare queste parole. Il termine dal significato poliedrico viene usato per indicare azioni,  persone o modi di fare squallidi e tristi. Come ci consiglia Mauro, per farci capire meglio il termine, “Mario Carità è una persona secca”.  La secchezza è davvero,però, qualcosa di "controverso", e soprattutto soggettivo, ma non potremmo farne a meno! Contrario dell'essere secchi, non è l'essere grassi.. ma l'essere "massicci". Es. "Quel Marco De Luca è proprio massiccio, che charme!"
Il linguaggio dei giovani può rilevarsi oltre che spassoso anche un utile strumento per colui che voglia capire l'anima di una generazione, che spesso si esprime attraverso metafore, in un gioco sottile tra il detto e il sottinteso, tra il taciuto e il rivelato, così che ogni singolo vocabolo può assumere significati che oltrepassano i confini della parola stessa.



Marco De Luca IVC
Raffaele Attanasio IVA

Che secchezza!

Sai qual è la pianta preferita dai feticisti? La pianta del piede.



"Ieri mi è scaduto il permesso di soggiorno!!"
 "E adesso come fai?"
"Guardo la tv in cucina".



Ho schiacciato un pisolino.. Ora brontolo mi ha fatto causa.



Se non andate ai funerali degli altri, loro non verenno ai vostri.



Un giorno Gesù va dai suoi discepoli e dice loro:- y=-2x^2+4x-6. (Chi capisce questa è un genio xD )



Un uomo va alla biglietteria di una stazione e dice: "Due per trento" e il bigliettaio: "Sessanto".



"Dottore dottore posso farmi il bagno con la diarrea??"
"Si se riesci a riempire la vasca".



Avogadro non veniva mai invitato alle feste perchè nessuno sapeva il suo numero.



Qual è il colmo per un cuoco?
Piangere per aver finito il riso.



-Mi scusi, ma il rasoio che mi ha venduto non taglia
-Ma come? Ha messo la lama?
-Beh...No
-Lametta



Come si chiama la bambola vegetariana? Barbie-bietola.



Due pecore si guardano negli occhi per interminabili istanti.. poi una fa all'altra: "Beh?"




Marco De Luca IVC
Raffaele Attanasio IVA

mercoledì 14 dicembre 2011

Che secchezza!

Perché Dio ci ha creato con un solo mento? Perché non poteva fare altrimenti.

Basta con questo battute scontate, tipo tutto al 50%.

Una cassaforte incontra l’amica: “Che combinazione!”.

Il marinaio spiegò le vele al vento, ma il vento non capì...

Perche il maschio della pianta è sempre triste? Perché è un pianto.

Le lenti degli occhiali sono tristi perché sono da sole..

Sai quando un elefante dice elefante? Quando aprendo il frigorifero vede solo coca-cole.

La prof mi ha messo una nota sul registro!
Ah e che ti ha scritto?
Sol .

Che gelato vendevano sul Titanic?
L'affogato.

Che ci fa un dado sul palco?
Il dado star.

Battuta di caccia,
cervo muore dalla risate.

Perché in America fa freddo?
Perché è stata scoperta.

L'altra volta ho visto due astronauti al ristorante.. chiedevano il conto alla rovescia.



Marco De Luca IVC
Raffaele Attanasio IVA

giovedì 1 dicembre 2011

Angolo Freddure

Dire "ciao" fa bene: è salutare...


Un bambino entra in gelateria e chiede un gelato alla fragola.

La fragola non risponde, allora lo chiede al gelataio.


Uno cane dice ad un altre cane … No i cani non parlano.


Di cosa muore un albero? Diabete.


Un gambero fa ad un altro gambero durante un combattimento "non hai scampo!"


Teorema. Gino nuota.


Se Maometto non va alla montagna ... Va al mare...


Mia mamma mi dice sempre di non frequentare certi elementi: il Carbonio, il Potassio...


Una mela e una pera giocano a carte. La mela fa alla pera: "Pesca".


Sai qual è la nazione più lunga da percorrere? L'Ungheria ...


Sai qual è il più grande ginecologo della storia? Martin Lùtero




Marco De Luca IV C, Raffaele Attanasio e Valerio Bartolo IV A